sabato 23 febbraio 2019

Un uomo di quale parola?


Abbiamo provato a guardare il film di Wim Wenders "Papa Francesco - Un uomo di parola", ma dobbiamo sinceramente dire che non ce l'abbiamo fatta a finirlo.
Nei primi 40 minuti Gesù non viene nominato neanche una volta.
Qui sotto un assaggio di quel che vi viene affermato:




Per chi volesse andare a leggere il documento originale della Pontificia Commissione de Re Biblica citato nel video qui sopra, può andare sul sito ufficiale del Vaticano.

Curioso davvero che il titolo del film in italiano sia "Papa Francesco - Un uomo di parola" e in inglese "Pope Francis - A man of his word". L'italiano assume una connotazione impersonale, lì dove in inglese per rendere il concetto è utilizzato il pronome possessivo "his"...la sua parola. Non certo quella dei suoi predecessori, come ad esempio Leone XIII, che nella sua fondamentale enciclica Providentissimus Deus del 18 novembre 1893, scriveva: 

«Ora la lotta è con i razionalisti, i quali, [...] negano del tutto sia la divina rivelazione, come l'ispirazione e la sacra Scrittura, e vanno dicendo che altro non sono se non artifici e invenzioni degli uomini, che non contengono vere narrazioni di cose realmente accadute, ma inutili favole o storie menzognere; così non abbiamo in esse vaticini od oracoli, ma soltanto predizioni fatte dopo gli eventi o presagi di intuito naturale; non presentano veri e propri miracoli e manifestazioni della potenza divina, ma si tratta o di fatti meravigliosi, mai però superiori alle forze della natura, o di magie e miti».  

Questa fondamentale e autorevole Enciclica è stata lodata e citata praticamente da tutti i Papi successivi, compresi S. Giovanni Paolo II, che ne celebrò addirittura il centenario [qui], e Benedetto XVI [Es. Ap. Verbum Domini, n. 33].

Ugualmente, Pio XII nella Humani generis, scriveva in modo inequivocabile: 

«gli undici primi capitoli del Genesi, [...] appartengono al genere storico in un vero senso. 
[...]
Se qualche cosa gli antichi agiografi hanno preso da narrazioni popolari (il che può essere concesso), non bisogna mai dimenticare che hanno fatto questo con l'aiuto dell'ispirazione divina, che nella scelta e nella valutazione di quei documenti li ha premuniti da ogni errore. Quindi le narrazioni popolari inserite nelle Sacre Scritture non possono affatto essere poste sullo stesso piano delle mitologie o simili, le quali sono frutto più di un'accesa fantasia che di quell'amore alla verità e alla semplicità che risalta talmente nei Libri Sacri, anche del Vecchio Testamento, da dover affermare che i nostri agiografi son palesemente superiori agli antichi scrittori profani.»

Giungendo a scrivere infine:

«Per questo motivo, dopo matura riflessione e considerazione, per non venir meno al Nostro sacro dovere, ordiniamo ai Vescovi e ai Superiori Generali degli Ordini e Congregazioni religiose, onerata in maniera gravissima la loro coscienza, di curare con ogni diligenza che opinioni di tal genere non siano sostenute nelle scuole o nelle adunanze e conferenze, né con scritti di qualsiasi genere e nemmeno insegnate, in qualsivoglia maniera, ai chierici o ai fedeli». 

Tutto ciò, in aggiunta ai pronunciamenti della Pontificia Commissione de re Biblica ratificati da S. Pio X, dovrebbe rendere la domanda posta a titolo per lo meno legittima...




domenica 21 dicembre 2014

Cum ex apostolatus officio


Dopo un certo silenzio, proponiamo la lettura di una Bolla Pontificia di Papa Paolo IV, la Cum ex apostolatus officio. Bolla che gode, fuor di ogni plausibile dubbio, dell'infallibilità papale e che lo stesso Papa stabilisce valida in perpetuo
Il fatto che sia verità infallibile risulta evidente dagli stessi requisiti richiesti dal Concilio Vaticano I con Bolla Dogmatica Pastor Æternus, che stabilisce appunto il dogma dell'infallibilità pontificia, mostrandone al contempo anche i precisi limiti.
Tali requisiti sono:
1) Il soggetto dell'infallibilità: è la persona del Romano Pontefice. Il che vuol dire che il Papa deve fare esplicitamente e personalmente propri anche i documenti di un Concilio Ecumenico perché possano questi essere "infallibili".
2) La materia dell'infallibilità: che è la dottrina sulla Fede e sulla morale valevole per la Chiesa universale.
3) Il modo di insegnamento da parte del Papa: che è quello di dare valore di definizione alla dottrina proposta.
Ora questi tre requisiti si realizzano perfettamente nel documento pontificio che proponiamo alla lettura di tutti i cristiani di buona volontà. 
Ci siamo permessi di evidenziare alcuni passi che, a nostro avviso, risultano particolarmente significativi.
Posto quindi che quando espresso in tale Bolla è verità cattolica, ciascuno tragga le sue conclusioni.


Cum ex apostolatus officio
Paolo, Vescovo, Servo dei servi di Dio, Ad perpetuam rei memoriam.

sabato 29 novembre 2014

Omelia per la 1ª Domenica d'Avvento


Cari fratelli e sorelle, comincia questa domenica il tempo dell'Avvento, tempo di attesa e preparazione. Infatti, in esso ci prepariamo a festeggiare l’Incarnazione, l'evento più incredibile e meraviglioso della storia dell'universo intero: il Creatore che entra nella creazione; Dio Onnipotente puro Spirito che prende un corpo umano; l’Invisibile che si rende visibile e l'Infinito che si rende finito; Colui innanzi a cui “sussultano i monti”, che si fa bimbo poverello nel grembo della Santa Vergine.

martedì 25 novembre 2014

Un Papa eretico? Ulteriori approfondimenti.


Continuiamo l'opera di approfondimento teologico su un tema discusso serenamente nei secoli da molti teologi cattolici di grande fama e di indubbia dottrina, quello della possibilità di un Papa eretico. 
Come abbiamo visto [qui] [qui], secondo Bellarmino, Suarez e Palmieri, non è una eventualità del tutto assurda. Interessante notare che questi teologi, essendo tutti appartenenti alla Compagnia di Gesù, erano tutti legati in modo particolare al Papa con un voto specifico. Tuttavia non hanno ritenuto affatto sconveniente, né tanto meno offensivo, speculare su tale possibilità. 
In più, per quanto riguarda specificatamente il Bellarmino, la Chiesa oltre ad averne canonizzato la vita e le virtù, ne ha canonizzato anche la dottrina, proclamandolo Dottore della Chiesa.

domenica 23 novembre 2014

Lettera ai reggitori dei Popoli di san Francesco d'Assisi.


Scriveva il Santo Padre Pio XI nella sua prima Enciclica "Ubi arcano consilio" che «la vera pace, la pace di Cristo, non può esistere se non sono ammessi i princìpi, osservate le leggi, ubbiditi i precetti di Cristo nella vita pubblica e nella privata; sicché, bene ordinata la società umana, vi possa la Chiesa esercitare il suo magistero, al quale appunto fu affidato l’insegnamento di quei princìpi, di quelle leggi, di quei precetti». Questo ha sempre creduto la Chiesa, questa è stata sempre la Fede dei santi.

Per tal motivo, la festa odierna ci sembra dunque l'occasione propizia per proporre la lettura di una breve e per lo più ignorata lettera che san Francesco d'Assisi indirizzò ai "reggitori dei popoli", ossia ai governanti di ogni tempo e nazione. 
Auspichiamo che i nostri pastori imitino il coraggio dei santi e usino il bastone non tanto con le loro pecore e coloro che sono a loro sottoposti, quanto con i veri lupi, dentro e fuori del gregge loro affidato.

sabato 8 novembre 2014

Omelia per la Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense


Cari fratelli e sorelle, 
festeggiamo quest’oggi la festa della dedicazione della Basilica del SS Salvatore, meglio conosciuta come S. Giovanni in Laterano, Chiesa Cattedrale di Roma e come tale madre di ogni altra chiesa. Infatti, Cristo ha fondato la sua Chiesa sulla roccia che è Pietro, e Pietro si è stabilito a Roma, dove è stato primo Vescovo e dove ha trovato il martirio. Questo fatto storico innegabile, dona alla chiesa di Roma un primato riconosciutole universalmente e sin dai primissimi anni del cristianesimo. Nei secoli questo primato è stato a volte messo in discussione, ma sempre a partire da motivazioni umane, dimenticando in effetti le ragioni divine che sono semplici e lineari: Dio ha stabilito Pietro, Pietro ha stabilito Roma. L’edificio spirituale è questo e nessuno può costruire altrove, perché come ci ricorda san Paolo nella seconda lettura “fondamento è lo stesso Cristo”.

venerdì 7 novembre 2014

Divagazioni evangeliche su dottrina e pastorale


Abbiamo già accennato altrove [qui] alla presunta divisione fra dottrina e pastorale in nome della quale si sono giustificati ovunque i peggiori abusi. L’occasione di parlare di questo argomento ci è stata fornita dal recente sinodo dei Vescovi, in cui alcuni “pastori”, in nome di questo mantra post conciliare, pretendevano introdurre novità pratiche di una certa rilevanza, a loro dire “senza mutare la dottrina”.

sabato 1 novembre 2014

Omelia per la commemorazione di tutti i fedeli defunti (2 novembre)



Cari fratelli e sorelle,
oggi la Chiesa ci invita a rivolgere la mente ed il cuore a tutti i defunti, per i quali siamo chiamati ad innalzare al Signore particolari preghiere, in questo giorno e per tutto il mese di Novembre, tradizionalmente dedicato alle anime del Purgatorio.
Riflettiamo dunque su una verità tanto scontata quanto nei fatti ignorata: la morte.

Approfondimenti sulla questione di un papa eretico.


Dopo aver postato la riflessione di questa mattina, in cui esponevamo anzitutto l'attualità di una questione dibattuta con rispetto da santi e dottori esponendo l'opinione più sicura, ossia quella di san Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa, abbiamo ricevuto dai nostri lettori alcuni approfondimenti che siamo lieti di proporre. Sono due ulteriori pareri autorevoli, entrambi ancora di gesuiti. In tempi di tempesta è bene guardare ai santi e ai dottori dalla dottrina provata dai secoli (e non di una stagione), come a fari sicurissimi per orientarsi. 

Domanda scomoda ma necessaria a cui risponde san Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa.



Viviamo tempi di grande confusione in cui le autorità che dovrebbero chiarire e mettere ordine spesso agiscono in modo enigmatico.

Per essere più chiari, la verità è che ogni buon cattolico ha cominciato a porsi interrogativi su interrogativi a partire dalla sera del 13 marzo 2013, quando il Sommo Pontefice si affacciò dalla loggia vaticana senza insegne pontificali se non la talare bianca, salutando con il tutt’altro che solenne “buonasera”, parlando di se come del Vescovo di Roma e chiedendo la benedizione alla folla astante. Dopo quella sera gli interrogativi si sono fatti sempre più numerosi ed insistenti, giorno dopo giorno.

martedì 28 ottobre 2014

Sulle membra ferite della Chiesa


Nessuno è cattivo per natura, ma per vizio. Colui che vive secondo Dio deve avere un odio perfetto contro i cattivi; non nel senso che debba odiare l'uomo a causa del vizio o amare il vizio a causa dell'uomo, bensì odiare il vizio e amare l'uomo. Tolto il vizio, infatti, non resta nell'uomo nulla che debba essere odiato, ma solo ciò che deve essere amato.
(Sant'Agostino - La città di Dio XIV,VI)

Credo che tutti dobbiamo apprendere questa saggia lezione. La tentazione infatti in cui tutti incorrono è di identificare un uomo con il suo peccato e di odiarlo per il suo peccato. Oppure di attribuire ad un uomo peccati che non ha per avere più agio di odiarlo.

venerdì 24 ottobre 2014

Omelia per la 30 domenica del tempo ordinario (Anno A)


Ricevo e volentieri pubblico questa riflessione sul Vangelo di domenica prossima.

Dal Vangelo secondo Matteo (22, 34-40)
Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: "Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?". Gli rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti".

mercoledì 22 ottobre 2014

Il parlar cattolico

Avrei voluto fare un cappello introduttivo meno indegno possibile del discorso che oggi vi propongo, ma preferisco stringere al minimo le informazioni e lasciarvi alla meditazione delle fortissime e attualissime parole del Venerabile Pio XII. Il Santo Padre pronunziò questo discorso domenica 20 febbraio 1949 in occasione della condanna all'ergastolo che un tribunale iniquo aveva inflitto al Card. Josef Mindszenty, primate di Ungheria.

venerdì 17 ottobre 2014

Vatican Insider: o della Pravda Vaticana.



Un frutto innegabilmente positivo del Sinodo sulla famiglia che oggi si avvia alla fine è di aver manifestato le intenzioni e i veri volti di molti. Non mi permetto di proferir parola sui prelati e vescovi di S. R. Chiesa: chi sono io per giudicare, ma ancora di più, chi sono io per speculare sui consacrati del Signore? In ordine sparso e facendo a caso qualche nome: di Mons. Bruno Forte, del Card. Schomborn, del Card. Ravasi, del Card. Kasper e del Card. Baldisseri ciascuno pensi quel che vuole.

mercoledì 15 ottobre 2014

Prove sinodali di distruzione della Fede: la gradualità della legge



Oramai è molto chiaro che il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia si sta svolgendo in un clima di grande confusione e ambiguità. Come diversi commentatori hanno notato, l’assise sembra essere stata rigidamente blindata soprattutto perché non trapelasse la grande opposizione alla "linea misericordiosa", il cui esponente di spicco è il Card. Kasper. Nonostante tale "blindatura", infatti, c'è stato un provvidenziale intoppo nel programmato briefing che doveva spiegare la Relazione dopo la discussione del Card. Erdo. Il cardinale ungherese, relatore generale al Sinodo, ha additato il vescovo Bruno Forte come artefice dei paragrafi ambigui sugli omosessuali (e sulle altre proposte Kasper?). Il briefing è stato rigidamente impostato in modo generico e molto unilaterale. Ma ormai e evidente che l’assise è spaccata, e che sono tanti i restii a permettere un’ “innovazione pastorale”, che è piuttosto uno stravolgimento della dottrina. 

martedì 14 ottobre 2014

La Regola "pastorale"



L'idea di separazione tra pastorale e dottrina è nuova nella Chiesa, senza alcun precedente. Si tratta della evoluzione immediata di un idea sorta dopo il Concilio Vaticano II soprattutto grazie alla "pressione ideo-teologica"esercitata dalla rivista "Concilium" a riguardo del Diritto. Questa attivissima rivista sedicente "cattolica" ha tra i suoi fondatori Rahner, Congar, Schillebeeckx e l'immancabile Hans Kung. Essa ha propugnato la teorizzazione della separazione tra Diritto e Pastorale, separazione che nella prassi è stata recepita malauguratamente a quasi tutti i livelli. Quante volte in nome di una non ben specificata "pastorale" abbiamo assistito ai peggiori abusi? Bene di questo bisogna "ringraziare" i teologi di "Concilium" i quali hanno dato un appoggio ideologico-speculativo a questi abomini. Il passo successivo è quello a cui stiamo assistendo: dal Diritto alla Dottrina, la "pastorale" come un informe Blob va fagocitando in pratica ogni cosa.

lunedì 13 ottobre 2014

Il buon Pastore protegge il suo gregge...e parla chiaro



Scrive un grande Pastore del recente passato:

Ancorché non più dichiarati formalmente, come un tempo, mediante la pubblica affissione di tesi ereticali da una parte e bolle di scomunica dall’altra, gli scismi più insidiosi e deleteri rimangono quelli negati a parole ma esistenti nei fatti. La conclamata volontà di certi novatori di “andare avanti restando nella Chiesa” potrebbe anche significare il deliberato proposito di giuocare allo svuotamento del cristianesimo dal di dentro, di “portare l’infedeltà nel cuore stesso della Chiesa”.